È uno dei piloti più forti e maggiormente stimati della Formula 1 moderna. Mette d’accordo tutti: tifosi, appassionati, addetti ai lavori, colleghi ed ex campioni del mondo. Ma non è sempre stato così infatti, nonostante qualcuno affermi che lo spagnolo sia fin troppo coccolato dai media, lo stesso driver di Oviedo ha ricordato come in questi undici anni di carriera non è stato sempre immune da critiche.
Dopo il travagliato anno alla McLaren al fianco di Lewis Hamilton nel 2007, quello reso noto dalla spy-story che vedeva imputate proprio le frecce d’argento accusate di aver rubato progetti al Cavallino Rampante, Alonso ricevette parecchia pubblicità negativa dalla stampa inglese, critiche per le quali non ha mai fatto eccessivi drammi: «Quando si lotta con altri piloti di quel paese, è normale che accadano questi fatti – ha spiegato il pilota spagnolo intervistato dal magazine Top Gear – E’ successo anche in Germania, quando ero in lotta con Michael Schumacher e ora la storia si ripete con Sebastian Vettel».
Una delle caratteristiche di Alonso è quella di voler dividere il Fernando pilota, dal Fernando uomo, una prerogativa che si è posto di rispettare fin dagli esordi, nel 2001, in Minardi: «Tutte le storie riguardano il pilota Alonso perché in privato non mi conoscono. L’Alonso pilota vive in una specie di mondo virtuale dove potrebbe rimanere per 12-14 anni, mentre la persona Fernando, deve essere tale per il resto della vita», ha concluso il driver di Oviedo.
