Formula 1, CVC: alla scoperta del business della F1

La Formula 1 non va mai in ferie e se non sono a far parlare le questioni prettamente sportive, sono le problematiche economiche che tengono banco. Bernie Ecclestone, complice il flop di Facebook e il fatto che il nuovo Patto della Concordia non è stato ancora chiuso in quanto la Mercedes non ha ancora deciso se prenderne parte o meno, ha deciso di far slittare ancora una volta la quotazione in borsa della Formula 1. Nei giorni scorsi CVC, la Private Equity che possiede il business della F1 dal 2006, ha venduto un’ulteriore quota di partecipazione della sua maggioranza azionaria passando dal 63% al 42%, cedendo circa il 21% del suo pacchetto.

Se l’iniziale partecipazione acquistata da parte della società aveva un valore pari a 1,7 miliardi di dollari, grazie a un lavoro dalle basi solide fondato sullo sviluppo annuale, con le vendite di alcune azioni, solo quest’anno, è riuscita a incassare 2,1 miliardi di dollari. Proprio durante l’estate 2012, CVC avrebbe dovuto puntare sulla Borsa di Singapore azioni del valore di 3 miliardi di dollari ma quello che davvero impressiona è il valore di denaro che fa girare la Formula 1. Se regolarmente ogni anno viene pagata alla Fia una quota di circa 7,7 milioni, i ricavi dei contratti televisivi e delle licenze dei circuiti ammonterebbero a 5,26 miliardi di dollari fino al 2016 per aumentare di circa un miliardo di dollari fino al 2020 mentre le scuderie di Formula 1 riescono ad avere circa 698 milioni a fine 2011.