Alain Prost, neo ambasciatore del marchio Renault, ha mosso critiche a riguardo del film Senna, documentario vincitore di parecchi premi dedicato al suo grande rivale Ayrton Senna, tre volte campione del mondo brasiliano tragicamente scomparso il 1° maggio 1994 in occasione del Gran Premio di San Marino.
La pellicola è stata prodotta con il contributo della famiglia Senna e dalla Fondazione Senna, controllata da Viviane, la sorella di Ayrton e madre di Bruno, ora pilota ufficiale della Williams, l’istituto che conta anche la presenza dello stesso Prost: «Non ho visto il film e non lo voglio vedere. Sono stato trattato come il cattivo della F1 dopo quanto accaduto in Giappone nel 1989 – ha esordito l’ex pilota francese – Ho anche tentato di spiegare alla regia che stavano sbagliando, che non era quella l’interpretazione giusta».
Il fatto che avrebbe dato più fastidio a Prost è l’aver messo in l’evidenza l’unione che lo legava a Jean Marie Balestre, all’epoca presidente della Fia, che avrebbe apposta squalificato Senna nel 1989 per far vincere il titolo al suo connazionale.
Nel 1989 Ayrton fu depredato del titolo mondiale con la complicita’ di Balestre; nel 1984 a Montecarlo gli fu tolta la vittoria quando ormai sul bagnato era previsto il sorpasso su Prost, che infatti avvenne il giro successivo a gara interrotta. Al francese quella volta pero’ ando’ male, infatti gli fu aggiudicata la vittoria con meta’ punteggio (4,5 punti al posto di 9). A fine campionato Lauda lo supero’ per mezzo punto. Se avessero fatto terminare la gara, Prost sarebbe arrivato secondo ma avrebbe ottenuto il punteggio pieno, cioe’ 6 punti e avrebbe superato Lauda nella classifica del mondiale 1984